Multiboot con Syslinux e partizionamento – prima parte


Syslinux splash

Syslinux splash

Alcune distribuzioni moderne consigliano di installare bootloader diversi dal famoso GRUB per motivi di prestazioni ma sopratutto per il fatto che questo è più moderno, quindi si dovrebbe adattare meglio a situazioni diverse.

Non avendo però trovato moltissima documentazione riguardo al multiboot con Syslinux e GPT ho dovuto fare varie prove per capirne bene il funzionamento.

Syslinux è un bootloader alternativo a GRUB e viene usato molto spesso per rendere avviabili chavette USB o CD/DVD. Questo bootloader può essere usato anche per avviare sistemi installati su dischi rigidi e in questo caso viene usato Extlinux (per partizioni ext2/ext3/ext4).

Per comodità userò Syslinux ed Extlinux come sinonimi.

Se avete optato per un partizionamento GPT (al posto di MBR) allora Syslinux è una buona scelta, per alcuni motivi che vedremo dopo.

Al contrario di altri bootloader come GRUB, Syslinux non dispone della possibilità di avviare sistemi presenti in partizioni diverse dalla quale è presente la configurazione del bootloader. Se si installano due sistemi senza le partizioni di boot separate, alla fine, i file di configurazione di Syslinux che contano sono quelli dell’ultimo installato. La soluzione è quindi quella di creare una partizione separata di boot, condivisa, (che verrà montata come /boot) per comodità all’inizio del disco. All’interno di tale partizione saranno contenute le immagini RAM (ramdisk), il kernel e appunto la configurazione del bootloader di entrambi i sistemi.

N.B. Ho testato l’installazione con Arch e Manjaro a 64 bit con sistema BIOS oppure con UEFI disattivabile.

Adesso vediamo un possibile schema di partizionamento poi parleremo del multiboot nella seconda parte.

Esempio dual boot tra due sistemi GNU/Linux:

------------------------------------------
|  sda1 |  sda2   |  sda3   |    sda4    |  #nomi kernel
| /boot |    /    |    /    |   /home    |  #mount points
| shared| root A  | root B  |   shared   |  #breve descrizione
|  512M |   32G   |   32G   |   rest     |  #dimensioni consigliate
------------------------------------------

Legenda
M = Mega Byte
G = Giga Byte
T = Tera Byte
N.B. Forse avrete notato che manca la partizione di swap. Per un
utilizzo generale non me la sento di consigliarla se avete 4G di
RAM o più. Altrimenti create una partizione grande il doppio
della RAM posseduta, anche questa condivisa. Se il vostro PC ha
2G di RAM, tale partizione sarà di 4G.

Ho desciso di creare la home separata in modo che questa possa essere condivisa da tutti i sistemi. In questa partizione risiedono i file degli utenti. Dovendo installare due sistemi ricordatevi, durante l’installazione, di creare due utenti con nome diverso in modo da avere due directories distinte che saranno:

/home/user_A
/home/user_B

Così si evitano conflitti perchè le configurazioni dei programmi rimangono specifiche per quell’utente e quindi per quel sistema. Le configurazioni si trovano proprio nella home sotto forma di file nascosti, visibili attraverso il comando ls ~ -a. I file nascosti si riconoscono perchè il nome è preceduto da un punto (es: .thunderbird)

Quando avrete occupato la home di uno dei due utenti con i vostri preziosi file, per l’altro utente è sufficiente creare dei link simbolici per l’accesso a tali file. Questo viene fatto con il comando:

ln -s SORGENTE DESTINAZIONE
Ad esempio:
ln -s /home/user_A/Documenti /home/user_B/Documenti
crea un link simbolico della cartella Documenti dello user_A nella home dello user_B.

Questo evita di avere più copie degli stessi file perchè con i link simbolici si è sicuri di puntare sempre alle stesse zone di memoria.

Una volta che avrete deciso il vostro schema passate al partizionamento vero e proprio. Io ho preferito GPT al posto di MBR perchè ha molti meno limiti per quanto riguarda la dimensione delle singole partizioni e il loro numero. Con MBR posso avere fino al massimo di 4 partizioni (primarie) sullo stesso disco ed ogni partizione deve essere minore di 2T. Con GPT posso arrivare fino a 128 partizioni e superare il limite della dimensione. Inoltre GPT contiene meccanismi di protezione che il vecchio MBR non possiede. Possiamo partizionare il disco con uno strumento quale gptfdisk oppure con la ISO di Gparted, entrambi in live CD/USB. Non tratterò però l’aspetto di come fare effettivamente il partizionamento.

Continua qui: parte 2 .

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